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Storie per ragazzi, una pubblicazione inedita

Editrice AGA ha recentemente pubblicato Storie per ragazzi, un grazioso volume per la collana L’orizzonte, fondata e diretta da R.-L. Étienne Barnet, Giovanni Dotoli, Encarnación Medina Arjona, e Mario Selvaggio. Il libro, come gli altri della collana, è rilegato in filo refe e brossurato e presenta una copertina avoriata martellata. Si tratta di un’opera inedita in lingua italiana della Baronessa de Bawr, compositrice, scrittrice e drammaturga francese, impreziosito dalle illustrazioni di Bertall. A curare la pubblicazione e la traduzione del testo è stata la giovane dottoressa Martina Matteu, classe 1991, laureata in  Traduzione Specialistica dei Testi presso l’Università degli Studi di Cagliari con una tesi in traduzione letteraria intitolata Nouveaux Contes pour les enfants di Alexandrine-Sophie de Bawr: proposta traduttiva, sotto la direzione di Mario Selvaggio, riportando la votazione di 110/110 cum laude. È attualmente iscritta al Percorso Formativo per le discipline antro-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche, presso l’Università degli Studi di Cagliari.

L’autrice

Compositrice, scrittrice e drammaturga, Alexandrine-Sophie Goury de Champgrand, nota come Alexandrine Sophie de Bawr nasce a Parigi l’8 ottobre del 1773. La sua Histoire de la musique, pubblicata nel 1823 nell’Encyclopédie des dames, è un testo di riferimento per l’epoca. Alla straordinaria carriera drammaturgica, la Baronessa de Bawr affianca quella di scrittrice di romanzi storici e libri per ragazzi. Nel 1852, i suoi racconti morali Soirées des jeunes personnes ottengono il “Grand Prix de l’Académie française”. L’anno successivo, compaiono le Mémoires, in cui descrive, in particolare, la sua amicizia con Madame Vigée Le Brun e altre grandi personalità del tempo. Muore a Parigi il 31 dicembre del 1860, all’età di ottantasette anni.

 

I racconti della Baronessa de Bawr

Proponiamo di seguito parte dell’introduzione della curatrice e traduttrice dell’opera, Martina Matteu.

In questi due racconti tratti da Nouveaux Contes pour les enfants (1855), inediti in lingua italiana, la Baronessa de Bawr ci propone un suggestivo spaccato sul tema dell’infanzia tradita e abbandonata. In queste storie, di dickensiana memoria, i piccoli protagonisti riescono grazie alle loro doti umane e morali ad avere la meglio sull’ineluttabilità del proprio destino e ad affermarsi in quella avventura difficile e, al tempo stesso, straordinaria chiamata Vita.

La moneta da cinquecento centesimi

Il racconto che apre il volume vede come protagonista Jacques Morlot, un bambino di tredici anni che lascia il suo paese natale per dirigersi a Parigi, dove cercherà di guadagnarsi da vivere facendo lo spazzacamino. La storia è raccontata in terza persona da un narratore onnisciente. Nel corso del racconto Jacques incontra vari personaggi che, in virtù della sua gentilezza, lo aiutano.

La storia è abbastanza realistica, ma di mezzo c’è sempre la fortuna; infatti, benché Jacques sia molto maturo per la sua età e sia capace di badare a se stesso c’è sempre una buona dose di fortuna che gli permette di incontrare brave persone e di non essere imbrogliato nonostante la sua ingenuità e la sua clemenza verso il prossimo. La probità del protagonista è sempre premiata, anche quando diventa estrema, come nel caso della moneta da cinquecento centesimi che voleva restituire e della ricompensa che voleva offrire allo zio che lo aveva abbandonato.

La scrittrice ha deciso di fornire anche una morale ai suoi giovani lettori: la clemenza, l’onestà e la benevolenza sono qualità che non solo nobilitano l’uomo, ma tornano sempre indietro sotto varie forme e permettono all’individuo di vivere serenamente. Una morale simile è presente anche nella storia successiva.

Il vecchio cieco

Questo racconto è narrato in terza persona da un narratore onnisciente e vede come protagonista Victor Durand, un orfano di dodici anni che per vivere lavora in una pasticceria e si occupa delle consegne. È un bambino gentile, onesto e sempre pronto ad aiutare il prossimo.

Anche questo racconto è abbastanza realistico, l’elemento fortuna è meno presente rispetto al precedente, o meglio, è meno esplicito, poiché comunque il bambino incontra sempre delle persone oneste, che ricambiano i suoi favori e lo aiutano. In questo caso, l’autrice ci tiene a inserire un altro elemento, ovvero la punizione nei confronti della miseria d’animo dell’essere umano.

La scrittrice decide di fornire sempre una morale ai suoi giovani lettori, in un certo senso, molto simile alla precedente, poiché sottolinea nuovamente l’importanza di alcuni valori, quali la correttezza, l’onestà e la benevolenza, e dall’altra parte, si permette di punire i vizi dell’uomo, in questo caso il bere e il rubare. Mette in evidenza i determinismi della vita: i comportamenti dell’uomo, giusti o sbagliati che siano, avranno delle conseguenze, equamente proporzionate alle scelte iniziali; quindi i nobili gesti verranno premiati, mentre la stupidità, l’ignoranza e la meschinità saranno punite.

(Martina Matteu)

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