Le carte del monastero di S. Benedetto nell’Archivio Diocesano di Conversano – n. 10

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Feste e processioni a Conversano nel ‘700. Agiografia illustrata, a cura di Rosaria Colaleo e Mariarosaria Lippolis, collana Crescamus – n. 10, 2000, 288 pp.

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Il libro

Le ‘carte di S. Benedetto’ provano che il complesso monumentale di S. Benedetto è antichissimo; poi che vi fu accolto un gruppo di monache la cui badessa aveva – grazie ad antichissimi privilegi – insegne vescovili, quindi mitra, pastorale e che, per ciò, le doveva obbedienza tutto il clero di Castellana; che i documenti custoditi dalle ‘badesse mitrate’ hanno, inoltre, un notevole valore anche perché attestano, in modo indiscutibile, la giurisdizione ‘nullius’ del cenobio benedettino e cioè che le badesse dipendevano direttamente dal Papa e non, quindi, dal vescovo di Conversano come le monache di altri ordini religiosi.

Le ‘carte’ dimostrano ancora che lo stesso monastero ebbe, come sue bades- se, numerose appartenenti a nobili casati: il che consentì al cenobio cistercense di accumulare pure un’enorme ricchezza patrimoniale che è anch’essa, per l’appunto, documentata dalle ‘carte’ custodite un tempo nell’archivio di S. Benedetto.

Il rilievo indiscutibile delle stesse ‘carte’ è, per di più, dovuto ad una serie di tragici eventi. Com’è noto gli altri archivi conversanesi sono andati distrutti a causa di alcuni incendi, per ciò, in mancanza di altre testimonianze le ‘carte di S. Benedetto’ permettono di ricostruire momenti della vita non solo della collettività religiosa ospitata in S. Benedetto quanto anche di alcune non modeste vicende della storia di Conversano e, quindi poi pure, non certo in sottordine, della stessa Castellana Grotte che fu, in sostanza, un feudo delle badesse.

(Leggi per intero la recensione di Saverio Iatta per Scaffale qui)

La collana

La “Diocesi di Conversano”, l’«Archivio Capitolo della Cattedrale di Conversano» e la “Biblioteca Diocesana «D. Morea» di Conversano” hanno dato vita ad una collana di quaderni emblematicamente intitolata “crescamus” (l’indicazione riprende il motto della facciata del nostro Seminario vescovile che testualmente recita: “Screscamus in illo per omnia”).

I direttori della collana (Vito Castiglione Minischetti e Angelo Fanelli) nella premessa al primo numero dei “crescamus” hanno esposto il programma cui intendono attenersi con la loro iniziativa.

Desiderano, anzitutto, offrire materiali manoscritti inediti che siano, in modo specifico, atti a fornire materiale che solleciti la promozione della ricerca storica del nostro territorio. In quest’ottica verranno proposti una serie di agili quaderni che, pur redatti secondo precisi canoni scientifici, dovranno sapersi rivolgere sia agli studiosi quanto al lettore comune. Infatti pertinenti introduzioni contestualizzeranno, storicamente, il materiale offerto.

I documenti che verranno offerti al lettore hanno un’altra loro specifica particolarità che li rende, oltremodo, interessanti per lo studioso: sono stati redatti con periodicità, quindi offrono un’interna continuità. Sono prettamente religiosi (si tratterà, per l’appunto, delle relazioni che il vescovo della nostra diocesi era tenuto a far pervenire alle autorità vaticane) ma, pur tuttavia, contengono preziose informazioni, tutte di prima mano, su usi, costumi, tradizioni, ricorrenze del nostro territorio.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni170 × 240 cm

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