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Non v’è chi non veda

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"Giornalista, P. R. & News Specialist. Fondatore e direttore di giornali, scrittore."

Il titolo del libro è espressione tratta da una sentenza. Integralmente riportata nel testo. Quello che ora, finalmente, appare in tutta la sua cruda evidenza, a lungo è stato additato e perseguito come… diffamazione. Il Collegio giudicante ha fatto giustizia. Una vicenda complessa, lunga, amara. Vera e documentata.
Va ben oltre i fatti personali. Costruita lentamente, con tenacia, con astuzia, scientificamente organizzata. Neanche Banca d’Italia, con le sue puntuali e rigorose ispezioni, ha potuto far nulla, fino al giorno in cui, determinata, non ha deciso di affondare il bisturi. Tutto allora è emerso nella sua gravità, andando – in alcuni casi, con sorpresa – ben oltre quanto a conoscenza degli stessi autori. Statuto (istituto della delega) e Regolamento elettorale. I due i punti deboli, nodali.
Gli strumenti attivati per il possesso distorto, deformato, di una realtà, quella della Banca di Credito Cooperativo di Alberobello e Sammichele di Bari, che deve essere, invece, restituita al servizio di Soci e Clienti per lo sviluppo di un vasto, significativo e ben articolato territorio.
Norme, regole, da cambiare, sùbito. Un mensile, “il Territorio”, con tenacia, si è assunto l’onere di scavare in una realtà complessa, blindata, impenetrabile, deviata. Ora, avendo conosciuto, riflettuto sul passato, è necessario pensare, impegnarsi per la costruzione di un futuro diverso. Meno discriminante ed emarginante. Meno periferia. Soci, Clienti, famiglie e territorio sono da servire, far crescere, sviluppare, sostenere nelle loro attività produttive, nella loro dimensione umana, sociale, culturale, economica.
E’ necessario fare prontamente ritorno ai valori costitutivi voluti dai Padri fondatori. Dopo il Commissariamento, può e deve nascere una BCC nuova e veramente “differente”.

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