ISBN: 978-88-9355-163-2

Divae Virginis Insulanae Cupersanensis historia – n. 28

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Paolo Antonio Tarsia, Divae Virginis Insulanae Cupersanensis historia, Collana Crescamus – n. 28, Alberobello 2020, 153 pp.

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Descrizione

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Il libro

Nella Divae Virginis Insulanae Cupersanensis historia il Tarsia delinea le tappe e i momenti evolutivi del complesso isolano: parte innanzitutto dalla costruzione della chiesa sovrastante la grotta, secondo una remota e diffusa prassi cristiana dopo ogni inventio sacra, passa poi all’annesso convento, registrandone le testimonianze epigrafi che tuttora presenti; si limita a citare soltanto quelle archivistiche, che potevano leggersi al suo tempo perché custodite nell’archivio ecclesiastico cittadino, oggi purtroppo dolorosamente perdute; s’indugia poi a lungo sul primo committente nonché principale mecenate, il conte Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, per passare, dopo un fugace cenno sui secenteschi discendenti di costui, ad Andrea Matteo, illustre conte e letterato; esalta infi ne la fervorosa presenza francescana dei minori osservanti, detti anche zoccolanti, e in particolare l’umile e luminosa fi gura del beato Giacomo da Bitetto. Fin qui sul piano storico nulla di nuovo, o almeno molto poco, che non ci sia noto attraverso altre fonti, comprese quelle tarsiane.

Ulteriore luce invece ci proviene riguardo alla devozione popolare conversanese di bere le gocce stillanti dalla grotta (la cosiddetta manna) o di ungersi con l’olio delle lampade ardenti dinanzi alla venerata immagine – prassi anch’essa peraltro diffusa in altri luoghi e documentata dall’autore –, e ancora riguardo agli illustri ecclesiastici, innamorati frequentatori del sacro luogo: il vescovo conversanese Paolo de Turculis – ora ci spieghiamo la presenza del suo epitaffi o nella chiesa isola-na –, il vescovo di Larino Giovan Tommaso Eustachi e l’oratoriano Donato Antonio Martucci, zio materno dell’autore.

Ma quest’historia tarsiana, se sviluppa gli elementi storici, tende tuttavia a trascenderli, diventando un componimento per un verso letterario e per l’altro soprattutto religioso.
L’accademico napoletano, padroneggiando con disinvoltura una lingua latina classica ed aulica, non priva di ricercatezze stilistiche (particolarmente frequente l’uso dell’anastrofe, dell’apostrofe, dell’endiadi, dell’iterazione, della metafora, della metonimia, della paralessi e della sineddoche) e lessicali (alcuni lemmi d’origine greca), dà al suo componimento un tono letterario, che tende spesso a soverchiare il dato storico, realizzando, per così dire, un’opera letteraria di contenuto storico.

La collana

La “Diocesi di Conversano”, l’«Archivio Capitolo della Cattedrale di Conversano» e la “Biblioteca Diocesana «D. Morea» di Conversano” hanno dato vita ad una collana di quaderni emblematicamente intitolata “crescamus” (l’indicazione riprende il motto della facciata del nostro Seminario vescovile che testualmente recita: “Screscamus in illo per omnia”).

I direttori della collana (Vito Castiglione Minischetti e Angelo Fanelli) nella premessa al primo numero dei “crescamus” hanno esposto il programma cui intendono attenersi con la loro iniziativa.

Desiderano, anzitutto, offrire materiali manoscritti inediti che siano, in modo specifico, atti a fornire materiale che solleciti la promozione della ricerca storica del nostro territorio. In quest’ottica verranno proposti una serie di agili quaderni che, pur redatti secondo precisi canoni scientifici, dovranno sapersi rivolgere sia agli studiosi quanto al lettore comune. Infatti pertinenti introduzioni contestualizzeranno, storicamente, il materiale offerto.

I documenti che verranno offerti al lettore hanno un’altra loro specifica particolarità che li rende, oltremodo, interessanti per lo studioso: sono stati redatti con periodicità, quindi offrono un’interna continuità. Sono prettamente religiosi (si tratterà, per l’appunto, delle relazioni che il vescovo della nostra diocesi era tenuto a far pervenire alle autorità vaticane) ma, pur tuttavia, contengono preziose informazioni, tutte di prima mano, su usi, costumi, tradizioni, ricorrenze del nostro territorio.

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