L’immagine e la parola. Paolo Finoglio, Torquato Tasso – n. 3

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Nicola Troiani, L’immagine e la parola. Paolo Finoglio, Torquato tasso – n. 3, 2004, 22 pp.

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Confronta

Descrizione

Il libro

Nella plaquette si argomenta di antiche e forse pur sempre attuali querelle. Una delle quali è quella, per l’appunto, di come si debbano o si possano tradurre in immagini (sulle tele) gli stati d’animo verbali (idoleggiati nella poesia). E se poi, inoltre, se debba avere, o se abbia di fatto, preminenza la poesia sulla pittura o vice versa. Temi e problematiche tutte queste, oltremodo specialistiche: quando poi si sono rivelate pure irte di velenosi aculei per i contendenti che si son schierarsi per l’uno o l’altro campo. Tanto che lo stesso Troiani ammette – proprio all’inizio del suo contributo – che “scoprire affinità tra codici linguistici diversi è andare oltre le apparenze sensibili”.

Le questioni che hanno tolto il sonno ai nostri dotti nei secoli passati – nonostante tutte le insidie che potevano porre – sono comunque da Nicola Troiani ripresentate: sia pure indorate con erudite quanto puntuali citazioni, ricche pur esse stesse a loro volta di squisita competenza e dottrina. Troiani, infatti, ricostruisce la storia dei succitati dilemmi con tutte le loro più o meno segrete aporie. Quindi poi questi stessi nodi vengono esposti con le loro stesse notevoli e purtroppo mutevoli riproposizioni, che si sono succedute nel corso dei secoli. Dati questi che sono la testimonianza, se non altro, che si tratterebbe di querelle che pare non vogliano saperne di andare in pensione. Di mettersi in un cantuccio, ovviamente, per lasciare ben più spazio a questioni più vitali, almeno per noi moderni. Problemi e soluzioni che, se non altro, ci dovrebbero facilitare di decretare la validità intrinseca di un’opera d’arte. Offrendo quindi nel contempo, ai suoi potenziali “lettori” quei raffinati ferri del mestiere che sono, in modo ineludibile, necessari.

Dalla recensione di Francesco Saverio Iatta su Scaffale

La collana

La “Diocesi di Conversano”, l’«Archivio Capitolo della Cattedrale di Conversano» e la “Biblioteca Diocesana «D. Morea» di Conversano” hanno dato vita ad una collana di quaderni emblematicamente intitolata “crescamus” (l’indicazione riprende il motto della facciata del nostro Seminario vescovile che testualmente recita: “Screscamus in illo per omnia”).

I direttori della collana (Vito Castiglione Minischetti e Angelo Fanelli) nella premessa al primo numero dei “crescamus” hanno esposto il programma cui intendono attenersi con la loro iniziativa.

Desiderano, anzitutto, offrire materiali manoscritti inediti che siano, in modo specifico, atti a fornire materiale che solleciti la promozione della ricerca storica del nostro territorio. In quest’ottica verranno proposti una serie di agili quaderni che, pur redatti secondo precisi canoni scientifici, dovranno sapersi rivolgere sia agli studiosi quanto al lettore comune. Infatti pertinenti introduzioni contestualizzeranno, storicamente, il materiale offerto.

I documenti che verranno offerti al lettore hanno un’altra loro specifica particolarità che li rende, oltremodo, interessanti per lo studioso: sono stati redatti con periodicità, quindi offrono un’interna continuità. Sono prettamente religiosi (si tratterà, per l’appunto, delle relazioni che il vescovo della nostra diocesi era tenuto a far pervenire alle autorità vaticane) ma, pur tuttavia, contengono preziose informazioni, tutte di prima mano, su usi, costumi, tradizioni, ricorrenze del nostro territorio.

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