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Avvistamenti dal sud

978-88-9355-003-1 136
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Questo libro vuole essere, e in buona parte ci riesce, un giusto prodotto di cultura sincera e responsabile. Le pagine in cui si snoda sono portatrici di acute riflessioni di personaggi dotati di libertà di mente, di scientificità di metodo, di correttezza di stile. La correlazione tra i diversi contributi è opportunamente affidata al codice di lettura tipico dell’acume sapiente del Sud. Allora si deve anche affermare che questo libro resta incompiuto fino a quando non intervenga l’attento lettore che offra il puntuale cemento di connessione alle separatezze degli scritti rendendo così comunicanti le parti, unificando la strutturazione e rendendo discorsivo l’insieme. Nei fatti si tratta di una dignità riconosciuta al lettore-coautore. In tal maniera resta favorita e privilegiata la continuità culturale che appunto procedendo oltre gli Autori e le pagine scritte realizza la primaria uguaglianza sociale lasciando autonome, e mai prevaricatrici, le specificità secondo una logica funzionale rapportabile alle articolazioni di un mosaico. In proposito è sempre dal Sud che viene l’esemplificazione pensando all’eccezionale mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto. Il Sud nel suo insieme è storia viva, cioè grande passato denso di scommesse universali e lievito esistenziale dell’oggi e del domani. Quindi, il Sud non è museo, ma vita; non vita fotocopia, ma vita che si allarga e migliora. Il Sud è in definitiva un umanesimo che nasce con la storia e che non ha tramonto. È anima, pneuma, ci hanno insegnato i greci, armonia ci ha predicato da Metaponto Pitagora venticinque secoli fa. Da questo Sud è transitato Simon Pietro, portatore della salvezza cristiana, venti secoli fa. Dall’armonia di Pitagora e, soprattutto, dalla condivisone cristiana il Sud grida all’Europa e al mondo la regola della cultura universale che oggi si riassume nella giustizia dell’accoglienza, mostrando un mare Ionio rigonfio dalla lacrimata disperazione delle tante migliaia di donne e di uomini che, osando sperare nella civiltà europea, cadono e annegano nell’infame percorso fatto di umana cattiveria e di flutti ingenerosi. Il Sud accoglie e condivide: il Sud non fa calcoli, ma umanesimo e cultura .

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