Eric Jacobée-Sivry

Eric Sivry è nato il 1º ottobre 1959 a Parigi. Ha scritto raccolte di poesie, tra cui A Forza di giorni (Schena, 2006); Istanti di Viaggi e altre ore inventate (LHarmattan, 2010), Premio Alfonso Gatto 2023; Askémata, la durata e l'istante, (Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2015); Artevîme (2019), tenuto in ostaggio, (Unicità, 2021); Senza Me, (Jacques Flament, 2021), Paradeisos, (Da qui e D'Ailleurs, 2023); Storie, L'Iie perdue (Tensing, 2013), Una Sirena (Canada Centre, Toronto/ D'et D'Mediterranee), Ritorno al Mondo (Unicità) (Aga/LHarmattan, 2018); Saggi, Un altro disegno dell'Altro, (Aga/ LHarmattan, 2019). È inoltre critico d'arte, direttore della collezione «Intuizioni cosmopolite», ed. LHarmattan. Privilegiando una riflessione sull'espressione dell'intuizione in arte, è all'origine con Sylvie Biriouk del gruppo intuitivo, della rivista «Intuitions», ha scritto il manifesto Per un'arte dell'intuizione (Anagrammes, 2003; Hermann, 2016). La sua opera di critica letteraria e artistica si interessa particolarmente alle opere di Marcel Proust, Yves Bonnefoy, Paul Éluard, Giovanni Dotoli, Man Ray, Danielle Le Bricquir.