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A fème

Si rintraccia un non detto in queste pagine che costituisce il vero punto di forza del libro, ossia il tacito riferimento a quanta voglia di mordere la vita si avesse a quel tempo.

, 978-88-9355-106-9 68 ,
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La genuina voracità che Mario Gabriele e Antonio De Grazia ricordano in A fème non è semplicemente la risposta a un bisogno. Si rintraccia un non detto in queste pagine che costituisce il vero punto di forza del libro, ossia il tacito riferimento a quanta voglia di mordere la vita si avesse a quel tempo. Vi era allora una speranza soave circa le promesse di abbondanza materiale, sociale e culturale del futuro prossimo che rendeva l’esistenza più appetitosa. Quella fame può essere letta come specchio della sensazione che un futuro generoso era quasi in essere, che mancava tanto così per vivere finalmente in un mondo più giusto, liberato dalle angosce della miseria e dell’oppressione del potente sul debole – e tuttavia diverso dal presente stretto nella morsa del consumo smodato.

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